In questo sito troverete tutto quello che mi riguarda: chi sono, il mio blog in cui parlerò principalmente – ma non necessariamente – delle attività professionali ed una sezione dedicata a cosa la mia impresa può fare per voi.
Ultime dal Blog
Working Capital: il giorno dopo
Giornata da ricordare quella di ieri. L’evento di Bologna di Working Capital è stato il primo della serie del 2010 e direi che abbia aperto alla grande le sessioni future. Meritano sicuramente i complimenti per l’organizzazione i ragazzi di Elastic e dPixel.
E’ stato bello il clima che si respirava, sia tra i ragazzi che hanno partecipato alla selezione per le borse di studio che tra le startup che trasudavano non solo voglia di fare ma anche sinergie da voler attivare. Si può racchiudere tutto in una frase notturna detta in macchina con Alberto e Daniele (unitosi a noi in “startup mission” da Milano per presentare ToolMeet): “fare lo startupper significa anche doversi divertire sempre”: è un dovere verso se stessi, perché quello che si fa nasce dalla passione e l’enorme impegno può essere mitigato solo dalle soddisfazioni – grandi o piccole – di ogni giorno.
Sono stato molto felice dei feedback positivi ricevuti su Blomming sia da parte del pubblico in sala che dai tweet che hanno scritto gli spettatori in streaming su web. Grazie a tutti, ogni consiglio e feedback, positivo o negativo che sia, è sempre più che benvenuto. (*)
Mi ha fatto anche molto piacere conoscere le altre startup, tra cui Konkuri di Koinema: questi ragazzi hanno fatto un grande lavoro di viral marketing ottenendo ottimi numeri per la loro applicazione di gestione tornei online: ben 65000 tornei realizzati in tutto il mondo nel giro di pochi mesi! In futuro mi piacerebbe approfondire e parlare anche degli altri visto che i progetti erano tutti molto interessanti e di alta qualità. E’ bello avere la speranza che anche l’Italia si stia muovendo verso la vera innovazione su Internet!
Felice anche di essere riuscito ad ascoltare il talk di Giacomo ‘Peldi’ di Balsamiq visto che mi ero perso con grande dispiacere quello di Better Software (ne ho parlato qui).
Bene. Avanti così!
(*) Una nota: quella di ieri è stata la seconda sessione del nostro “tour” di questa settimana.
Blomming su Nòva del Sole 24 Ore
Blomming è la startup che sto realizzando insieme ad Alberto di cui ho già parlato qui.
La notizia del giorno è l’articolo che potete trovare sul numero di oggi di Nòva (inserto del Sole 24 ore) sulla base di un’intervista di qualche giorno fa.
Andrea Nelson Mauro (autore dell’articolo) è stato molto incisivo nel descrivere le varie parti che formano Blomming e ha colpito nel segno lasciando emergere la vera essenza del nostro progetto.
Inutile aggiungere che questo episodio ci dà ancora più grinta nel mantenere la deadline di pubblicare a metà maggio i primi store “powered by Blomming”.
Alberto ne ha parlato anche su Likepicasso, il nostro magazine.
Pillole di startupping #3 – Unlearn your MBA
In questa settimana ci sono stati due episodi riguardo al tema “MBA, management ed imprenditorialità” che ho pensato di condividere qui.
Il primo è partito da un twit di Alessandro Santo che ha poi generato questa discussione, da cui il PiccoloImprenditore ha proposto di lanciare un gruppo tematico su FriendFeed (e spero si faccia davvero visto che sono temi per i quali non è semplice trovare ambienti in cui discuterli).
Il secondo è stato il consiglio dell’amico Giancarlo di prendersi un’ora per guardare il talk di David Heinemeier Hansson (il creatore di Ruby On Rails e partner di 37signals) a Stanford dal titolo “Unlearn Your MBA”, con un interessante intervento di Steve Blank che, tra le altre cose, è anche professore lì.
Capisco che non sia facile trovare tutto questo tempo, ma se ci riuscite vale sicuramente la pena di ascoltare il suo punto di vista (no venture capital in fase di startup, realizzare progetti con 10 ore a settimana disponibili, fatturare milioni di dollari con un team di 15 persone, etc.).
Pillole di startupping #2
La riflessione di oggi può essere riassunta da una frase di Steve Blank in questo recente post (di cui consiglio la lettura completa):
Entrepreneurship is an art not a science.
Quindi ognuno deve cercare di comprendere e mettere in pratica il proprio modo di andare avanti, a volte agendo più con intuito e sentimento che con la testa: nessuno vi saprà dire qual è il modo migliore di percorrere la *vostra* strada!
Non bisogna seguire alla lettera i consigli degli altri su come fare startup. O meglio: bisogna leggere, ascoltare, capire ed apprezzare le esperienze di chi ce l’ha fatta e di chi non è riuscito, imparandone le motivazioni in modo da non commettere gli stessi errori o in modo da seguire dei percorsi corretti, ma questo non significa doversi trasferire per forza nella Silicon Valley perchè tutti i più grandi Venture Capital e le più grandi aziende tech sono là (ovviamente non sto dicendo che sia sbagliato andarci, sono invidiabili gli amici di Mashape trasferitisi da poco che si staranno sicuramente divertendo un sacco
), non significa neanche dover partire per forza finanziati da capitale di rischio, così come non esistono pattern per trovare i migliori soci o il migliore modello di business…quest’ultimo, tra l’altro, sarà quasi certamente da rifare completamente una volta messo piede nel mercato.
Detto questo, vorrei proporre qualche lettura interessante sulle esperienze di chi ha fatto startup.
Richard Aberman, fondatore di WePay, parla in questo post (segnalato ieri da Andrea Favale) delle 5 cose che “sapeva” (o avrebbe dovuto sapere) prima di avviare una startup, ma non comprese appieno fino ad ora.
Paul Graham, partner di Y Combinator, riassume qui alcune sue esperienze come investitore dal punto di vista dei vari startupper con cui ha lavorato.
Tara Kelly, scrive come creare una startup web in Italia in dieci passi. Tara è la co-fondatrice di Passpack: una startup italiana che ha creato un SaaS per la gestione online delle password [Curiosità: non sono stati i pionieri di questo settore, il primo servizio di salvataggio password online (sempre italiano, tra l'altro) è stato Clipperz].
Massimiliano Magrini, riassume in un suo post recente quanto emerso dalle interviste di 32 startuppers di successo nel libro “Founders at Work Stories of Startups’ early days” di Jessica Livingston.
Dulcis in fundo, se non l’avete già fatto, inserite nel vostro feed reader il blog di Fred Wilson (socio fondatore di Union Square Ventures): non riesco a segnalare uno specifico post visto che quasi tutti sono esperienze o consigli su come fare startup (e non solo). La stessa cosa vale per Steve Blank (nominato sopra) di cui da tempo mi sono proposto di leggere il famoso libro “The four steps to the Epiphany“.
Apple iPad: Il prossimo acquisto tecnologico? Forse.
Ieri, prima dell’evento Apple per presentare il nuovo iPad, scrivevo su Twitter: “I don’t want a bigger iPhone: the Apple Tablet will be different!”.
In effetti è un aggeggio molto accattivante che potrebbe riempire i buchi in cui l’iPhone non basta e il portatile (che nel mio caso è un 17”) è troppo pesante/scomodo/che non vale la pena accendere/etc.
La mia idea è che l’iPad riesca a sostituire completamente il computer per tutto ciò che esula dall’utilizzo di applicazioni “non standard”: ambienti di sviluppo per programmatori, software CAD per architetti e così via. In questo le applicazioni web, molte di quelle già presenti nell’AppStore per iPhone e le future sviluppate appositamente per iPad aiuteranno molto…
Trovo anche parecchio interessante l’applicazione iBooks, che potrebbe sostituire nella forma un Kindle (ho pensato più volte di comprarlo ma non mi ha mai convinto troppo l’idea di avere un solo device per leggere libri) anche se uno schermo e-ink potrebbe fare una forte differenza nella lettura prolungata…
Visto il suo prezzo concorrenziale sarò molto tentato di acquistarlo ma la cosa però che spero sarà possibile – anche se attualmente non ne vedo menzione – è la possibilità di sfruttare la connessione 3G (almeno) dell’iPhone, magari attraverso il tethering già utilizzato per condividere la connessione con il computer! La sola possibilità di connettersi in WiFi mi sembra troppo riduttiva per un utilizzo al di fuori del casalingo e acquistare la versione WiFi+3G lo trovo davvero inutile se si ha già uno smartphone in grado di condividere la sua connessione…per non dire che significherebbe piegarsi forse un po’ troppo ai dettami del marketing Apple.


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